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È ARRIVATO OBAMA!

 Bene, è fatta, dopo mesi e mesi di bombardamento mediatico sulle elezioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America finalmente ci siamo. Nel momento in cui scrivo non si conoscono ancora le proporzioni della vittoria ma, è chiaro a tutti che Barak OBAMA sarà il nuovo Presidente USA.

Del primo Presidente afroamericano della storia degli USA conosco ben poco,oltre al fatto che è giovane e che sembra un “animale” mediatico, so quello che giornali e tv hanno detto e scritto di lui. Posso dire innanzitutto, così come ha dichiarato il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo messaggio di auguri al nuovo Presidente USA, che sono favorevolmente impressionato dal grado di maturità democratica espresso dal sistema USA e dai partiti Democratico e Repubblicano. Noi da oltre oceano dobbiamo guardare con ammirazione a quel sistema ed imparare!!!

Oggi quindi inizia una nuova epoca con un giovane Presidente che si trova ad affrontare numerosi problemi sia di carattere internazionale che di politica interna. Il nostro destino è anche legato alle scelte che gli USA faranno nei prossimi mesi in quanto la nostra economia è fortemente legata all’andamento dell’economia degli USA e perché l’Italia è storicamente un partner strategico di quel Paese.

Girando un po’ su internet, ho cercato di capire quali sono le linee guida del programma di Obama. Su un blog ho trovato questa breve sintesi degli argomenti più spinosi che riguardano anche l’Italia. Ve la propongo e spero sia utile per capirne un po’ di più.

AFGHANISTAN

Obama ritiene che sia necessario inviare in Alfghanistan almeno due battaglioni aggiuntivi di soldati americani e chiedere maggior sostegno - con la riduzione dei caveat- ai Paesi Nato.Il senatore dell’Illinois propone di utilizzare un miliardo di dollari per l’assistenza non militare con lo scopo di prevenire la corruzione, addestrare le milizie afghane, migliorare il sistema giudiziario e incentivare gli investimenti non solo a Kabul ma in tutte le province afghane. Inviterebbe il Pakistan a alzare il livello di sicurezza nei confini con l’Afghanistan e a combattere in maniera più decisa il terrorismo che si annida nel paese. Obama propone di abbattere il traffico di droga promuovendo lavori alternativi alla coltivazione dell’oppio.

ECONOMIA

Obama propone di immettere 75 miliardi di dollari sul mercato attraverso il taglio delle tasse alle famiglie lavoratrici, ai pensionati, ai proprietari di immobili e ai disoccupati. Il piano prevede che 45 miliardi di dollari vengano immessi rapidamente sul mercato nel caso in cui la situazioni continui ad aggravarsi. Obama provvederebbe ad un immediato taglio delle tasse pari a 250$ per ogni lavoratore e ciascuna famiglia e un temporaneo ma immediato bonus di 250$ per i pensionati. Se la crisi finanziaria non darà cenni di miglioramento, il candidato democratico propone un’ulterirore riduzione delle tasse sia per i lavoratori che per i pensionati di 250$. Secondo il sito www.taxpolicycenter.org per chi ha un reddito tra 226mila e 603mila dollari non cambia nulla, al di sopra, i contribuenti pagherebbero molto di più.

IRAN

Obama nel settembre 2007 non votò la risoluzione del Senato americano con cui i Guardiani della rivoluzione, i Pasdaran, vennero classificati un’organizzazione terroristica. Il senatore dell’Illinois crede fortemente nel potere della diplomazia e incontrerebbe i leader dell’Iran, della Siria, del Venezuela, di Cuba e della Corea del Nord durante il suo primo anno di Presidenza. L’alternativa militare rimane comunque sul tavolo.

IRAQ

Obama si è sempre opposto alla guerra. Nel ottobre 2002 disse: “So che invadere l’Iraq senza un motivo chiaro e senza il sostegno internazionale non potrà che scatenare le peggiori reazioni-non le migliori- del mondo arabo. Io non sono contrario alle guerre, sono contrario alle guerre stupide”. Obama ha votato a favore della legge di rifinanziamento della guerra in cui era incluso anche il ritiro di buona parte delle truppe entro marzo 2008. Per il candidato democratico il ritiro dovrebbe avvenire entro 16 mesi e dunque completato entro l’estate 2010. Obama manterrebeb forze residuali per svolgere compiti specifici in territorio iracheno, per proteggere sia il corpo diplomatico americano in Iraq sia come supporto alle forze di polizia irachene. Propone un piano di 2 miliardi di dollari per i 4 milioni di profughi iracheni e dichiarerebbe in modo chiaro che gli Usa non hanno intenzione di stabilire nessuna base militare in Iraq. Per garantire la stabilità e la sicurezza in Iraq, il candidato democratico siederebbe al tavolo della diplomazia con la Siria e l’Iran. Gli obiettivi principali di questi incontri sono l’isolamento di Al Qaeda, la tutela dei confini e la riconciliazione dei gruppi settari in Iraq. Obama promuoverebbe un piano finanziario per il risanamento e lo sviluppo dell’Iraq.

ISRAELE

Obama crede nel diritto di Israele di esistere come Stato ebraico. Il candidato democratico ha dichiarato che è “a favore di una politica di aiuti diretti al popolo palestinese evitando contatti con il governo di Hamas che non riconosce Israele. Obama crede nella soluzione di “due popoli due stati” e ritiene che Gerusalemme debba rimanere la capitale d’Israele senza essere divisa e che ogni accordo di pace debba preservare l’identità d’Israele come Stato ebraico.”*

Beniamino Indino

*FONTE: http://alessandracardinale.wordpress.com/2008/09/28/fbgfgf/

Pubblicato il 5/11/2008 alle 16.36 nella rubrica Diario.

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