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" Discussioni vane per certi, idee concrete per molti "
Tren-Italia?
post pubblicato in Turismo-economia, il 3 dicembre 2007


 

Il turismo è una delle risorse fondamentali per il Salento, se Trenitalia confermasse quanto deciso, ossia sopprimere numerosi treni da e per il Salento sarebbe un grave danno”. E’ quanto afferma l’assessore all’Unione dei Comuni Terra di Leuca Bis e consigliere comunale a Ruffano Antonio Stefanò.
Nel definire l’orario dei treni 2007-2008, Trenitalia ha soppresso numerose corse e tra queste la “Lecce-Roma” delle 17, la Roma-Lecce delle 7.38 e ancora corse che terminano o partono da Bari e non più da Lecce (Venezia-Lecce, Bolzano-Lecce, Lecce-Bolzano). Inutile dire che il nuovo orario penalizza Lecce e il Salento e che tende a fare di Bari stazione di testa. E così Il presidente del gruppo consiliare regionale dei Ds Maniglio prende carta e penna e scrive al presidente della Regione Nichi Vendola: “Caro Presidente, lo scorso 22 ottobre ho presentato un ordine del giorno contro la soppressione di alcuni treni in partenza e in arrivo dal Salento. A tutt’oggi quell’ordine del giorno, in virtù di una corretta applicazione del criterio cronologico nella discussione delle proposte presentate alla Presidenza del Consiglio, non è stato ancora discusso e votato in Consiglio Regionale. Nel frattempo la stessa giunta regionale ha assunto un’ iniziativa nei confronti di Trenitalia e del ministro dei trasporti”.
“Mi pare chiaro – continua la lettera - che il consiglio regionale non possa stare a guardare e sia doveroso da parte nostra affrontare il tema dei tagli ai treni in tempo utile, prima che le decisioni assunte da trenitalia entrino in vigore. Tali decisioni, se non modificate, creeranno situazioni di disagio per le province del Salento. E ciò e in contraddizione sia con la proclamata volontà di potenziare la rete trasportistica salentina che rispetto ai processi di modernizzazione e innovazione attivati in questi anni. Non si può completare il doppio binario ed elettrificare la linea e poi tagliare importanti collegamenti”.
Ecco perché – spiega Maniglio - con la presente Le chiedo di discutere nella prossima riunione del Consiglio regionale, programmata per il prossimo 20 e 21 novembre l’ordine del giorno presentato. Sarà l’occasione per tutti i consiglieri di esprimere il loro dissenso sulle scelte operate da Trenitalia ma anche per ascoltare le iniziative assunte dalla giunta regionale e gli eventuali risultati conseguiti nel rapporto con il governo nazionale e Trenitalia”.Neanche la camera di commercio non è restata con le mani in tasca infatti il presidente della Camera di commercio di Lecce Alfredo Prete, insieme ai colleghi degli enti camerali di Brindisi e Taranto aveva organizzato un incontro proprio per raccogliere firme da sottoporre al Governo nazionale, al ministro dei Trasporti e ai vertici delle Ferrovie dello Stato.. Va detto che per scongiurate il taglio dei treni dal Sud Verso il Nord (oltre alla Puglia il problema interessa anche Basilicata e Calabria), Trenitalia avrebbe bisogno di 120milioni di euro. Quale migliore occasione, quindi, per gli enti camerali e le altre istituzioni del territorio sarebbe stata quella di far giungere a Roma il documento mentre la Camera dei deputati discute la Finanziaria? E poi ci sono in ballo anche due emendamenti a riguardo, uno dell’onorevole dell’Ulivo Bellanova, l’altro a firma del coordinamento regionale di Forza Italia. Tutti d’accordo sul fatto che il taglio dei treni rappresenta un atteggiamento lesivo sugli interessi economici e sociali dell’intero territorio. Ma l’incontro svoltosi a Lecce non ha sortito un buon esordio. Questione di assenze. Nonostante da una ventina di giorni a questa parte le Camere di commercio abbiano compiuto un pressing asfissiante su circa 30 parlamentari del Grande Salento, che li invitavano a non mancare all’incontro, invece si è presentato solo il senatore Alfredo Mantovano.
E così, mentre la riunione prendeva quota, pur restando arginata sulle righe di un compitino da portare a Roma, la proposta di Mantovano ha colto tutti di sorpresa, trovando consenso unanime e liberatorio: “Dovremmo sottoscrivere un documento – da detto il senatore di An – per chiedere un incontro con Trenitalia, fissando allo stesso tempo una data precisa entro la quale, se non dovesse giungere risposta, saremo costretti a recarci nella stazione di Bari e occupare i binari. Le reazioni del mondo politico alla proposta di Alfredo Mantovano sono state diverse e variegate. Il sottosegretario alla Giustizia Alberto Maritati si dice sorpreso: “Il senatore Mantovano avrebbe sollecitato, ponendosi alla testa, la nascita di un movimento rivoluzionario.”
”E’ comodo oggi mettersi alla testa di manifestazioni demagogiche, quando vengono al pettine i nodi di problemi lasciati incancrenire per anni disinvoltamente, volutamente e colpevolmente. Non è questione infatti di pochi milioni – prosegue Maritati -, né solo dei treni che vengono strappati al Salento. E’ in discussione l’intero piano industriale delle Ferrovie, stanno saltando numerose tratte nel Sud e nel Nord dell’Italia. Siamo chiamati tutti in causa, dovremmo tutti impegnarci nella stessa direzione”.
Ironica, invece, la considerazione di Luigi Coclite, capogruppo de “La Città” in Consiglio comunale: “Un vecchio adagio popolare invita a non perdere quei “treni” che passano solo una volta nella vita. In politica il senso espresso dal celebre detto si carica di un’aggravante: le occasioni non colte da un rappresentante di qualsivoglia assemblea sono sintomo di cecità e negligenza. Ebbene, se parlamentari, assessori regionali e presidenti di Provincia ritengono di disertare il vertice tenuto presso la Camera di Commercio di Lecce sulla soppressione di importanti tratte ferroviarie da e per il Salento, costoro non fanno che dimostrare una sconcertante assenza di attenzione. Ancor più grave quando i rappresentanti in oggetto sono espressione della maggioranza di governo e dunque primo veicolo di comunicazione delle istanze del territorio presso l’esecutivo. Il taglio operato da Trenitalia – dice Coclite - contribuisce a isolare ulteriormente il Salento e a deprimerne le speranze di crescita economica. Il gruppo consiliare de “La Città” si unisce al grido d’allarme che si leva dal territorio e auspica un immediato cambio di rotta. Se non ci saranno risposte, ogni azione, anche la meno diplomatica, sarà inevitabile e doverosa.”Il problema è ancora irrisolto ma passi in avanti se ne sono fatti infatti su iniziativa del senatore Alberto Maritati, che ha colto lo spirito e la sostanza del Consiglio provinciale è stato fissato un incontro a Roma nella sede di Trenitalia con l’amministratore delegato Mauro Moretti, per martedì 4 dicembre, alle ore 10”. Dopo tale consiglio il presidente della provincia afferma: “Sottolineo con soddisfazione come si stia definendo uno schieramento unitario e stia prevalendo una nuova responsabilità nei confronti dei problemi del territorio e dello sviluppo della nostra terra”. Sì, perché sul caso del taglio dei treni da e per Lecce ,nei giorni scorsi s’è creato un mezzo bailamme politico. Tutti d’accordo nel puntare il dito contro Trenitalia, salvo poi - politici di destra e di sinistra - spianarsi addosso a vicenda la pistola delle accuse sulle responsabilità, a livello nazionale, del disagio che si sta venendo a creare.
Ma ora Pellegrino serra le fila e chiama tutti a raccolta. La battaglia per i treni non ha colori e riguarda tutto il cosiddetto Grande Salento, che grande ancora per la verità non è, visti i dolori di crescita. E allora, non a caso sembra partire anche un pubblico elogio al sindaco del capoluogo. “Credo che risponda a questo orientamento la decisione del Consiglio comunale di Lecce – sottolinea infatti Pellegino - che ha voluto collocare la propria iniziativa nell’ambito di quella più complessiva posta dal Consiglio provinciale. Di ciò voglio rendere pubblicamente merito al sindaco Paolo Perrone”.
“Ho motivo di ritenere che se continuerà a prevalere questo spirito di collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali e i rappresentanti delle forze sociali e politiche – conclude il presidente della Provincia -, questa importante battaglia possa essere vinta e possa rappresentare il modello da seguire per altre scadenze cruciali per lo sviluppo della nostra terra”.Forse è l’unica maniera,per risolvere questo problema,è quella di metter da parte il colore politico e iniziare a lottare perché questa bellissima Terra ha bisogno di queste linee di comunicazione non solo per noi,studenti e lavoratori che lasciamo,purtroppo,la nostra terra natia per cercare qualcosa di migliore al Nord,ma anche per i turisti che vengono ad ammirare l’unica cosa di buono che abbiamo:IL MARE. Basta lamentele,promesse e litigi vari se non si risolverà questo problema sarà una sconfitta per voi politici salentini ma sarà una sconfitta per la nostra meravigliosa terra che non avrà mai la forza per crescere e questo porterà noi cittadini,della terra del sole,a salire su quel treno,da Bari.e cercare una felicità che non troveremo mai .    
                                                                                                   Bisanti Stefano(detto Bisio)

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