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" Discussioni vane per certi, idee concrete per molti "
L’ecomafia, è un business che non conosce crisi
post pubblicato in Diario, il 5 maggio 2009



Un business da oltre 20 miliardi
Sono 25.776 gli ecoreati accertati: quasi 71 al giorno, uno
ogni tre ore. Circa metà, più del 48%, si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia ), il resto si spalma democraticamente su tutto il territorio nazionale. Il 2008 è l’anno dei record per le inchieste contro i trafficanti di rifiuti pericolosi, ben 25, con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro. Tutti soldi sporchi - si legge nel Rapporto - accumulati avvelenando l’ambiente e i cittadini. La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla "Rifiuti Spa" in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, quasi quanto l’Etna. Non è mai stata così alta (31 milioni di tonnellate è la stima nel Rapporto).

Campania ancora "maglia nera"

In vetta alla classifica dell’illegalità ambientale nel settore dello smaltimento dei rifiuti c’è la Campania con 573 infrazioni accertate (il 14,7% sul totale nazionale) e ben 63 arresti nel corso dell’ultimo anno. Al secondo posto si piazza la Puglia con 355 infrazioni accertate, 416 denunce, 271 sequestri, e 15 arresti. Al terzo posto la Calabria (293 infrazioni, 238 denunce, 567 sequestri). Ma è la Campania la regione dei record: negli ultimi tre anni, si ipotizza siano stati smaltiti illegalmente in tutta la regione circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie, che tradotti in camion significano 520 mila tir che hanno attraversato mezza Italia per concludere i rispettivi tragitti nelle campagne napoletane. Stabile e solida al primo posto la Campania anche per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento, a riprova che quest’ultimo e i rifiuti rappresentano un’abbinata pressoché inscindibile negli interessi della camorra. Anche in questo caso cifre e dati sono impressionanti. Ben 1.267 infrazioni accertate, 1.685 persone denunciate e 625 sequestri. Il cemento è il luogo ideale per riciclare i proventi dalle attività criminose e nel caso campano si tratta di proventi ingenti che si traducono in interi quartieri abusivi. Basti pensare che il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa , dal 1991 a oggi, lo sono stati proprio per abusivismo edilizio. In tutta Italia, dopo anni di costante flessione, nel corso del 2008 l’abusivismo sembra aver rialzato la testa con 28mila nuove unità (dati Cresme), grazie anche alle aspettative nei confronti del governo e alla percezione di un atteggiamento più possibilista nei confronti di ’chi fà . Stabile al secondo posto, nella classifica del cemento illegale, è la Calabria con 900 infrazioni, 923 persone denunciate e 319 sequestri. Anche in questo caso è singolare che una regione che presenta dati in recessione in tutti i comparti faccia registrare proprio nell’edilizia l’unico trend positivo. Secondo il rapporto della Direzione nazionale antimafia "l’attività delle imprese di costruzioni ha continuato a espandersi nel comparto delle opere pubbliche" e in particolare sulle due mega opere della regione, la Salerno-Reggio Calabria e la SS 106 jonica. Il tutto in attesa dell’affare più grosso: il Ponte sullo Stretto.





permalink | inviato da IMSALENTO il 5/5/2009 alle 14:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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